giovedì 15 maggio 2014

FACCIAMO UN GIOCO: ASCOLTATE LE DUE OPERE, INDIVIDUATE I TEMPI MORTI...

Il recitativo all'opera, che noia ... Tutti quei tempi morti ...
Facciamo un gioco: sentiamo due opere, due scene simili, e scopriamo il tempo morto! Vi va?
Prendiamo due opere: una, la Lucia di Lammermoore (1835) di Gaetano Donizetti-atto secondo, quadro secondo, l'altra La Traviata (1853) di Giuseppe Verdi, atto secondo, quadro secondo.
Siamo nel più classico copione delle "scene madri" da opera lirica: in entrambe c'è il tenore-protagonista che lancia un'invettiva contro una donna (a torto) ritenuta "fedifraga".

Lucia di Lammermoore (Donizetti, 1835).
Nella Lucia, il protagonista, Edgardo (nel video, il tenore Alfredo Kraus), irrompendo all'improvviso nelle nozze della donna amata Lucia (soprano, Joan Shutherland) con il rivale, sfoga su lei tutta la sua rabbia per il tradimento (lui non sa che il rivale ha sposato Lucia con l'inganno). 
Ascoltiamo la scena, così come ce la propone Youtube:


La Traviata (Verdi, 1853):
Ne La Traviata, invece, è Alfredo (Placido Domingo), che, appena lasciato da Violetta (Teresa Stratas), ingiuria la ex-amata, Ex-mantenuta di lusso, malata di tisi e redenta dall'amore. E' la celebre scena (che peraltro esiste anche in Dumas) dove Alfredo getta i soldi vinti al tavolo da gioco addosso a Violetta, per saldare i conti con la donna che avrebbe mantenuto, lui studentello, provinciale squattrinato. In questo modo, addita la donna come prostituta (inutile dire, che Violetta si è allontanata non perchè fedifraga, e perchè ripresa dal Barone, suo ex-amante, come crede Alfredo, ma per le insistenze del Padre di lui e per non danneggiare la reputazione in provincia di Alfredo e della famiglia).
Ascoltiamo la scena, così come ce la propone Youtube.

Seq. 1 "Alfredo, Voi"

Dal film La Traviata di Franco Zeffirelli (1982)

Seq. 2:  "Di sprezzo degno ... Alfredo, Alfredo"

                                          Dal film La Traviata di Franco Zeffirelli (1982)


Quali i punti di somiglianza? Quali di differenza?
 
Anzitutto, dal punto di vista musicale, le scene condividono l'uso in chiave marcatamente "lirica" del "concertato" (tecnicamente "sestetto" in Lucia di Lammermoore).

Consentitemi di aprire una parentesi per un argomento che mi sta molto a cuore.
 Chi mi frena e Alfredo, Alfredo, sono due momenti speciali, che solo la lirica offre.
Questi brani sono degli "a parte", dove i personaggi (come succede a teatro) raccontano al pubblico (idealmente di nascosto dagli altri personaggi della scena, che non dovrebbero sentire) le loro emozioni, i loro sentimenti profondi. Ma la "lirica" (e la musica) offre una possibilità che il teatro di prosa non garantisce: recitare questi "a parte" in contemporanea tra tutti i personaggi.
Grazie alla musica e al contrappunto, nel teatro lirico, i cantanti, invece, possono cantare contemporaneamente sulla stessa melodia: in questo modo, i personaggi del dramma lirico parlano contemporaneamente dei propri sentimenti e delle proprie emozioni.
L'effetto di profondità psicologica, che se ne ricava, è eccezionale: neanche al cinema, possiamo raggiungere uno scavo emotivo (e per di più "collettivo") dei personaggi così profondo!
Non serve più di tanto descrivere l'impatto spettacolare ed emotivo di questi numeri musicali.

Dal punto di vista strettamente scenico, al netto del fatto che in Lucia siamo in Scozia in un imprecisato Medioevo, e con La Traviata siamo nel 1850 (in contemporanea all'Autore), non possiamo dubitare di una cosa: le scene sono di fatto le stesse, se non altro perchè uguali sono le sequenze-base che le compongono: lo stupore collettivo dell'incontro tra i due amanti "lontani", la scoperta del tradimento, l'invettiva dell'uomo sulla donna già amata.

Gli stessi momenti, però, sono scanditi in modo completamente diverso dagli Autori.
Donizetti ricorre in questa scena della Lucia alla classica "costruzione tripartita" delle arie che si riscontra in tutte le opere italiane almeno fino al 1850 circa (prima che l'influsso francese poi di Wagner ne determinasse la desuetudine): c'è un aria melodica (Chi mi frena ...), c'è il recitativo, e, infine, un'altra aria più mossa (usualmente detta "cabaletta"). Niente di tutto questo c'è in Verdi.
Mentre Verdi vi si tiene accuratamente lontano (almeno nella scena che abbiamo ascoltato), al contrario, Donizetti concentra il massimo di drammaticità e di azione proprio dentro lo schema "tripartito" che abbiamo visto. Ad ogni fase corrisponde un momento psicologico dell'azione: con l'aria Chi mi frena, il musicista sembra abbia inteso rendere il senso di stupore, sgomento, incredulità di Edgardo (e di tutti) per l'imprevisto matrimonio di Lucia (ma è così anche per Lucia e altri del Palazzo, sorpresi all'arrivo di Edgardo!); successivamente, il recitativo ci restituisce all' "azione reale", infine la "cabaletta" (l'aria finale "mossa") è il momento vero e proprio dell'invettiva, il momento più drammatico.Tutti momenti che ritroviamo in Verdi, ma calati in un ordine scenico e musicale assai più libero.

In fondo, la domanda sorge spontanea: perchè in questa sequenza de La Traviata dobbiamo sorbirci dei tediosi recitativi? Perchè Verdi non è stato più generoso a concedere romanze? E in Traviata ne ha fatte di bellissime ... (pensiamo a Libiam o Amami, Alfredo!)...

La risposta è presto detta.
Immaginatevi una romanza "tripartita" tipo Chi mi frena... nel bel mezzo del secondo quadro del secondo atto di Traviata: non so, prima del gioco a carte, o nell'incontro Violetta-Alfredo.
Ora, alle "arie tripartite", Verdi ha fatto anch'egli ricorso con generosità in Traviata e in alcuni momenti molto celebri. Ma sempre per "assoli" (Che strano ... Follie! ne il primo atto-Violetta e Lunge da lei per me non v'ha diletto di Alfredo-secondo atto), ovvero nel duetto di riconciliazione Alfredo-Violetta del terzo atto Parigi o cara-Gran Dio, morir sì giovine (per tacere delle "cabalette" che, nelle versioni integrali, seguono a Di provenza, il mare, il suol del Baritono Germont, il padre di Alfredo e nella "cabaletta" di Violetta che segue la celebrerrima aria Addio del passato, solitamente omesse nelle esecuzioni correnti).Ossia, per momenti che caratterizzano il pensiero, l'interiorità dei personaggi principali, insomma tutto ciò che ne connota l'individualità; Verdi evita, invece, accuratamente questo schema nei momenti dove l'azione si fa serrata (anche nel finale, che culmina nella breve aria di lei Prendi, questa è l'imagine).

E, del resto, se nel secondo quadro del secondo atto, in un momento così serrato, intenso e drammatico come l'incontro-scontro Alfredo-Barone-Violetta, il Maestro di Busseto avesse inserito un'aria e una cabaletta avrebbe compromesso definitivamente i tempi scenici, avrebbe introdotto un tempo morto, avrebbe condannato al ristagno un'azione scenica, che qui conosce il massimo di sviluppo e di azione, e che, pertanto, per essere efficace, abbisogna di velocità.

Indubbiamente meglio il recitativo: un recitativo intercalato da brevi, ma intense frasi melodiche (pensiamo a Pietà, gran Dio, di me! di Violetta)
E' una questione di tempi scenici!



Insomma, Verdi meglio di Donizetti?
Certamente, Verdi  ricorre ad un dosaggio che personalmente reputo molto razionale del canto e del recitativo, riservando la melodia per i momenti di maggiore espansione emotiva dei personaggi, avendo contemporaneamente cura di evitare che la melodia stessa possa appesantire l'azione.

Non si vuole concludere che Verdi è bravo, Donizetti no.
Verdi, semplicemente, sintonizzato sulle esigenze dello spettacolo e del teatro del suo tempo, si permette un uso più disinvolto delle convenzioni allora offerte dal melodramma.
Ma i due Autori scrivono in due anni (1835, l'uno; 1853, l'altro) che equivalgono a due ère geologiche dal punto di vista del gusto estetico e teatrale in particolare.
Ai tempi di Traviata, negli anni '50 dell'800, il teatro consentiva una spettacolarizzazione delle passioni e dei sentimenti assolutamente nuova e unica per il Secolo XIX (e molto "spinta" per l'epoca), che Donizetti negli anni '30 non poteva lontanamente immaginare!

 

Nessun commento: